Cosa bisogna inventarsi per promuovere il nuovo album?! Radiohead e Beyoncé inclusi

Vi ricordate quando venivamo a conoscenza dell’uscita di un album intercettando un classico, chiaro, a volte un po’ scontato, annuncio pubblicitario?

Ad esempio, ve lo ricordate questo?

1956 RCA Records places a half page ad in Billboard - Sound Identity post blog

Ecco, se non l’aveste ancora capito il mondo è cambiato. Non si tratta solo del progresso tecnologico, del passaggio dalla carta stampata e dalla vecchia amica televisione ai così detti nuovi media, bensì della necessità sempre più pressante di sorprendere.

A sgomitare per distinguersi nel mare magnum della competizione cercando di inventarsi una qualche nuova formula di appeal non sono solo gli artisti emergenti, per i quali ha decisamente senso il ragionamento “cosa mi invento per far sapere che ho fatto della nuova musica?!”.

Siamo stati spettatori proprio in quest’ultimo periodo del manifestarsi di un’imponente teaser mania da parte dei big della musica. Quello che ci colpisce è come due realtà musicali tanto lontane abbiano entrambe messo in atto una strategia per certi versi così simile.

Stiamo parlando delle soluzioni comunicative adottate dai Radiohead e da Beyoncé.

Era la fine di aprile quando Beyoncé ha lanciato al mondo, attraverso i suoi canali social, un misterioso teaser che preannunciava un altrettanto misterioso evento. Un video dal mood onirico, quasi angosciante, in cui i suoni si sovrappongono in un costante gioco di suspense. I rumors andavano da un nuovo album a una linea di abbigliamento, ma tutto quello che si sapeva era l’appuntamento per un “world premiere event“.

#LEMONADE 4.23 9PM ET | 6PM PT | HBO

Un video pubblicato da Beyoncé (@beyonce) in data:

Beyoncé voleva far parlare di sé ancor prima di presentare il prodotto da sponsorizzare e, ovviamente, è riuscita nel suo intento. Così, mentre da una parte abbiamo un video teaser a canali “social unificati”, dall’altra parte abbiamo una manovra teaser ancor più complessa e, forse, pretenziosa.  Stiamo parlando del “How To Disappear Completely” messo in atto dai ragazzi di Oxford. Lo scorso primo maggio i Radiohead sono scomparsi dalla Rete.

Radiohead disappearance Twitter sound identity blog
Radiohead disappearance Twitter

  Una dissoluzione non preannunciata, un candido bianco ha coperto ogni traccia di tweet, post e qualsiasi altro segnale di vita social.

Radiohead disappearance Facebook sound identity blog
Radiohead disappearance Facebook

Ma già il giorno successivo un cinguettio ha risvegliato i fan, un indizio, una preview, un teaser di quello che ora sappiamo essere “Burn The Witch”.  

Un video pubblicato da Radiohead (@radiohead) in data:

I Radiohead non sono nuovi a modalità alternative per il lancio e la vendita dei loro album. Rimane una case history la strategia pay what you want che adottarono nel 2007 per l’album “In Rainbows“. Reindirizzarono fan e visitatori del sito ufficiale a una nuova piattaforma creata per ricevere prenotazioni per l’album. Oltre al formato fisico, con il sistema “paga quello che vuoi” i Radiohead misero a disposizione degli utenti il download digitale di tutte le tracce in formato MP3. Il successo fu enorme sia per la musica liquida sia per il formato fisico.

Insomma, sappiamo che Thom Yorke e soci sono degli sperimentatori, non solo musicalmente parlando. Questa volta hanno portato il silenzio per far sentire ancora più forte il cinguettio del loro indizio. Dall’altra parte abbiamo Beyoncé che ha puntato tutto sul suono, profondo, vibrante, inquietante per far risuonare il suo appuntamento planetario.

In entrambi i casi è ancora in atto il confronto tra sostenitori e osteggiatori del prodotto musicale tout court, ma quello che ci domandiamo è se la creazione di questa enorme suspense non abbia potuto influire sul generare aspettative esagerate.

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